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Speciale Elezioni

Candidati ed Eletti per la Circoscrizione  AMERICA SETTENTRIONALE E CENTRALE

SENATO

TURANO Renato Guerino PD   15,223
GIORDANO Basilio PDL

Eletto

13,083
SORRISO Augusto PDL   8,699
PIAZZI Marina PD   7,431
SERACINI Massimo UDC   2,194
COCO Vittorio UDC   1,791
CIRNIGLIARO Giuseppe La Destra   544
MISURACA  Franco La Destra   461
 

CAMERA DEI DEPUTATI

BUCCHINO Gino PD Eletto

14,762

BERARDI Amato PDL Eletto 11,166
ARCOBELLI Vincenzo PDL   10,665
VITALE Emilia PD   8,033
CIMINATA Greaziella in Bivona PD   7,361
SASSI Cesare PDL   7,046
ARIEMMA Paolo Antonio PDL   6,433
MARRA Mario Pasquale PD   2,773
ROSINI Giuseppe UDC   2,102
CUCCHI Luigi UDC   2,062
MANCUSO Calogera UDC   1,884
CORRADO Franco La Destra   518
GILIBERTI Pasquale La Destra   343
TROTTA Pasquale La Destra   340
FRATTALLONE Michele

La Destra

  255

 Circoscrizione 

AMERICA SETTENTRIONALE E CENTRALE

RISULTATI*

 

 

La DESTRA

 

    SENATO -  2,126   -   2,539%

   CAMERA -  2,073   -   2,389%

 

 

Il POPOLO della LIBERTA'

 

    SENATO - 37,774   -  45,118%

   CAMERA - 39,604   -  45,658%

 

  

 

Partito

DEMOCRATICO

 

   

    SENATO - 36,734   -  43,878%

   CAMERA - 37,631   -  43,383%

 

   

   

 

 

UDC

 

    SENATO -  7,087   -   8,465%

   CAMERA -  7,432   -   8,568%

 

* Risultato provvisorio

Enti pervenuti :
120 su 123

 

 Eletti all'Estero

L'On. Salvatore Ferrigno scrive ai suoi elettori

Lettera aperta dell’On.  Ferrigno unico escluso dalle liste del Popolo delle Libertà

Cari elettori, cari amici
Prima di tutto è doveroso ringraziarvi per la fiducia e la stima che mi avete dato in questi due brevi anni di legislatura che mi hanno dato la possibilità di poter lavorare per voi al meglio delle mie capacità del mio impegno e con sincera passione politica.
Devo poi chiedervi scusa per non avervi dato la possibilità di poter continuare a votarmi
In questa tornata elettorale che ha mostrato i lati più torbidi di una politica sempre più lontana dagli interessi dei cittadini e sempre più viziata dagli interessi personali. Mai come adesso avrei potuto immaginare che i consensi nei miei confronti fossero così ampi da far paura a qualcuno al punto da farmi rimanere fuori da questa tornata elettorale che invece di svolgersi in un confronto leale e onesto si svolgerà in un clima avvelenato.
In questi due anni non credo di aver commesso scorrettezze e mancato di fedeltà al partito, ne tanto meno mi è stato comunicato il motivo della mia esclusione quindi priva di spiegazioni plausibili.
Ho creduto e ho condiviso quegli ideali comuni del centro destra rimanendo sempre al mio posto e seguendo gli ordini di partito.
Non pensavo che alcune persone potessero tramare contro di me fino a non farmi entrare in lista come unica alternativa per non farmi rieleggere, facendomi credere, anzi assicurandomi così come annunziato in più occasioni dal Presidente Berlusconi, che la mia candidatura era certa così come tutti i parlamentari eletti a prima legislatura e in special modo nelle circoscrizioni estere dove è in uso il voto di preferenza.
Non mi è stata data possibilità di potermi candidare non solo con il “PDL” ma in nessun altro modo perché con l’inganno non mi è stato lasciato il tempo di correre ai ripari.
Alcuni sinistri personaggi ormai noti nel nostro gruppo politico del Nord America non hanno fatto un danno a me in quanto non sarò Deputato alla prossima legislatura ma hanno dato vita a una lista del “PDL”incongrua, imbavagliando migliaia di nostri elettori che per disgusto a questo atteggiamento autoritario e poco democratico hanno deciso di non votare più il Partito del Popolo libertà che, a mio parere, si dimostra sempre di più come il Partito dei Padroni della Libertà.
Io mi chiedo come tanti di noi, con quale coraggio si sentirà a posto con la propria coscienza anche se legalmente ma non legittimamente eletto a rappresentare i nostri connazionali nel Nord e Centro America, il probabile parlamentare eletto alla Camera dei Deputati nella lista del “PDL” pur sapendo che ha tolto la possibilità a molti di noi di poter scegliere liberamente se rieleggere o no il parlamentare uscente eletto nelle ultime consultazioni elettorali a larghissima maggioranza di preferenze? Al suo posto proverei certamente imbarazzo, se non vergogna, per aver approfittato di una situazione di comodo creata con l’inganno elettorale.
Qualcuno ha scambiato questa elezione politica con il gran premio di Formula uno e per vincerlo a tutti i costi ha convinto la giuria a non far gareggiare la “Ferrari” perché essendo la più potente auto da corsa non avrebbe lasciato vincere nessun altra macchina. 
In questa singolare nuova forma di Democrazia non si può accettare il concetto di sottomissione forzata nell’accettare il piatto preconfezionato e non liberamente scelto in forma, chiara e trasparente; ciò detto il mio impegno in politica, sfortunatamente per alcuni personaggi, continua.
Non mi farò fermare da questi sporchi giochi politici e darò sempre la speranza alla gente onesta di poter continuare a credere nei veri ideali di Libertà e Democrazia che non conoscono o accettano padroni, capi o capetti di turno…
Non riuscivo a capire perché Casini non abbia mai voluto cedere all’idea di unirsi al “PDL” .
Adesso attraverso questa esperienza capisco e lo definisco un eroe: avrebbe potuto opportunamente allearsi con Prodi e rimanere al governo per 5 anni, ma non lo ha fatto perché fedele ai suoi principi politici preferendo rimanere nell’area di centro destra senza avere un padrone con il coraggio di pagare un prezzo alto rischiando di rimanere  da solo  contrariamente a Fini che si è letteralmente arreso dopo aver visto il fallimento della sua politica più volte criticata nel suo stesso partito al punto da aver provocato la scissione con Storace.
A questo punto chiederò al popolo dei miei elettori di aprire gli occhi e di riflettere bene prima di votare per il “PDL” perché il “PDL” anche se predica bene razzola male e si dimostra come in queste occasioni poco credibile, preferendo gente non qualificata e con carichi pendenti.
Votare secondo coscienza ma certamente riflettete bene prima di votare “PDL”.
Alla fine vi rinnovo ancora una volta il mio grazie per la vostra fiducia anche se adesso non avrete possibilità di potermi votare.
E grazie anche a quei sinistri e perfidi personaggi responsabili di ciò:  
Il mio impegno continua con l’Unione di Centro
Salvatore Ferrigno

 

Eletti all'Estero  

Abbiamo ottenuto parità di diritti tra tutti gli italiani sulla questione ICI

Intervista all’on. Gino Bucchino America settentrionale e centrale PD-Ulivo

di Salvatore Viglia

L’ICI per gli italiani all’estero, un risultato concreto.

Sì, finalmente un risultato concreto del quale siamo orgogliosi. Io in particolare mi sento orgoglioso non solo di aver lavorato in squadra con gli altri deputati del Partito Democratico ex Unione ma sono particolarmente orgoglioso e soddisfatto perché mi attribuisco il merito di aver insistito tantissimo su questa questione incalzando il governo. Prima con una interrogazione parlamentare, poi con un emendamento, poi ancora con un ordine del giorno ed infine con una lettera diretta al ministro Padoa Schioppa.

Una palese disparità tra italiani stanziali e residenti all’estero. Un assurdo tutto italiano?

Una cosa che non stava né in cielo né interra. Una norma apposita di legge del 2003 aveva riconosciuto, in merito all’ICI sulla prima casa, l’assoluta parità tra italiani residenti in Italia ed italiani residenti all’estero. Una detrazione che si aggirava intorno ai cento euro. Ci è sembrato un atto dovuto l’automatico riconoscimento di questo nuovo diritto sancito nell’ultima finanziaria di una ulteriore detrazione fino ad un massimo di altri 200 euro che, automaticamente, doveva essere estesa anche agli italiani all’estero. Ho attribuito questa incongruenza del non riconoscimento automatico ad una svista, una dimenticanza delle esigenze degli italiani all’estero. Questo la dice lunga sul livello di attenzione. Si trattava di sapere quando ci saremmo resi conto che esistevano anche gli italiani all’estero che godono di parità di diritti. Bocciato l’emendamento, immediatamente ho presentato un ordine del giorno allegato alla finanziaria che è stato accolto in pieno dal governo. Il governo ha detto sì. A quel punto  si sa che un ordine del giorno nella politica italiana non si nega a nessuno e non significa certo che andrà a buon fine. Il Parlamento è pieno di ordini del giorno rigettati.

Per un provvedimento di questo tipo non era necessario alcun passaggio parlamentare, non occorreva cioè nessuna decisione legislativa, non è vero?

Vero. Forte di questo accoglimento da parte del governo, mi sono permesso, insieme agli altri parlamentari con i quali avevamo iniziato questa campagna, di scrivere direttamente al ministro Padoa Schioppa. Grazie anche all’interessamento di funzionari  del ministero dell’economia e finanze che hanno capito che si sarebbe potuta risolvere la questione con un semplice atto amministrativo e non legislativo tanto era automatica l’applicazione della richiesta, si è arrivati alla soluzione. Con la disposizione n. 5 del ministero dell’economia e finanze del 15 febbraio, è stato sancito che anche gli italiani all’estero hanno diritto a questa agevolazione sulla prima casa.

E’ un risultato politico importante che rassicura. E’ un po’ la prova della utilità degli eletti all’estero che vigilano sui diritti violati degli italiani all’estero. Cosa comporta questa vittoria?

Due conseguenze importanti. Una economica. Gli italiani all’estero posseggono di solito piccole casette di campagna lasciate al momento di partire. Tanto piccole che, nella maggior parte dei casi, non pagheranno proprio nulla. Berlusconi dice che abolirà l’ICI sulla prima casa ebbene noi, per gli italiani all’estero, lo abbiamo già fatto. Un’altra squisitamente politica quella che il governo ha mostrato di prendere atto della esistenza di questa realtà rappresentata dagli italiani all’estero sancendo la parità con i cittadini residenti in Italia. Fosse stato anche per mezzo euro, il fatto ha un significato politico importante. Di questo siamo estremamente soddisfatti. E dato che il governo resterà in carica fino ad avvenute elezioni politiche, si spera che, aperta questa porta, se ne possano aprire anche altre specie per quei problemi per i quali sarà sufficiente un solo atto amministrativo.

A quali problemi si riferisce, ne esistono altri risolvibili ed altrettanto disattesi?

Per esempio il rinnovo degli accordi sulla sicurezza sociale tra Italia e Canada al quale si affianca anche la stesura del nuovo codice di sicurezza sociale tra Italia e Cile. Il momento  è particolarmente favorevole non solo perché il ministro D’Alema, anche in tempi non sospetti, aveva già risposto ad una nostra sollecitazione firmata da me e dall’onorevole Fedi di sbrigarsi a firmare questo benedetto accordo. Si pensi che la copertura economica, in questo caso, è irrilevante, si parla di soli 700.000 euro. Sono trascorsi più di dieci anni dall’accordo che, quasi immediatamente, fu ratificato del governo canadese. Ancora oggi quello italiano non ha ratificato. Direi che se riuscissimo a portare a casa anche questo sarebbe un ottimo risultato. Nutro buone speranze  anche perchè nel calendario delle prossime riunioni del  ministero degli affari esteri c’è la ratifica, l’impegno o lo studio per la firma di accordi bilaterali tra l’Italia ed altri paesi di rilevanza economica storica, geografica e politica molto inferiori a quello che può essere un accordo con il Canada.  Sono dunque fiducioso che prima delle elezioni si possa portare a casa anche questa cosa qui.

Lei non era intenzionato a ricandidarsi, ora sembra abbia cambiato idea, si ricandiderà?

Precisiamo. Avevo espresso pubblicamente la mia intenzione di non ripetere l’esperienza da parlamentare almeno che non fossero successi, in questo periodo legislativo, fatti straordinari di portata grave come quella di una interruzione così precoce della legislatura. Praticamente non sono trascorsi due anni dalla nostra proclamazione. Il lavoro vero, considerato che sono stato proclamato alla fine di aprile del 2006, poi ulteriori ritardi dovuti alle contingente di sistemazione istituzionali, poi l’estate, poi la finanziaria, praticamente noi  abbiamo potuto lavorare solamente il 2007. A me sembra veramente un po’ poco per gettare la spugna e abbandonare anche perché cosa dirò ai miei elettori? Per cui mi sembra un dovere mettere da parte anche la parte della sfera personale e familiare tentando di continuare a lavorare.

La preoccupazione delle intenzioni del Canada di non far votare gli italiani è superata però siete sottoposti a condizioni bizzarre, decisamente particolari per quanto riguarda la campagna elettorale.

Innanzitutto sono grato e soddisfatto della decisione del governo canadese di permettere di votare. Io so che il Canada ha delle perplessità storiche soprattutto sull’elettorato passivo. In questo caso direi che ha giocato a favore nostro il fatto che questa legislatura è durata talmente poco da essere troppo vicini alle passate elezioni. Il Canada forse non se l’è sentita di negare la possibilità concessa apena poco tempo prima. Le perplessità del Canada, intendiamoci, sono ancora tutte in piedi. Il Canada è uno Stato sovrano, ci mancherebbe, e per svolgere il voto degli italiani occorre il suo beneplacito.   Per il momento il Canada ha detto sì ma non si tratta di una concessione a vita. Ci sono però dei paletti inerenti le modalità della campagna elettorale. Il Canada, è un paese multietnico, multiculturale,  questo è il fiore all’occhiello della identità canadese non ci sono solo gli italiani. Il governo canadese non ama che vengano fatte campagne elettorali nel proprio paese. Oggi l’Italia, domani potrebbe esserci la Cina, poi l’India ecc. Questo potrebbe creare qualche motivo di disturbo all’indentità e al carattere multietnico di convivenza.

Quindi?

Quindi nessun tipo di propaganda. Noi non potremo tenere comizi pubblici neanche nelle sedi delle associazioni, dei patronati, nelle Chiese, nei cinema. Non potremo affittare sale per riunioni, non potremo nemmeno distribuire pubblicamente materiale propagandistico. Ci è impedito tutto questo. Sarà, poi, il nostro ambasciatore a dettare quali saranno le regole precise. Noi non potremo comprare degli spazi pubblicitari per la campagna. L’unico modo di fare campagna elettorale e propaganda sarà per posta. Immagino porta a porta praticamente alle modalità canadesi, via mail e via internet. Punto e basta. Questo vuol dire che io non potrò andare ad incontrare, in luogo pubblico, la comunità di italiani della mia circoscrizione. Queste sono le condizioni. Il governo canadese ha anche invitato le istituzioni italiane, le ambasciate, i consolati, a monitorare la correttezza dello svolgimento delle elezioni e a denunciare anomalie e disubbidienze fino alla esclusione del candidato dalle liste elettorali. Gli unici luoghi dove si potrà fare campagna elettorale saranno le sedi istituzionali italiane come Ambasciate, Consolati ed Istituti italiani di Cultura che sono considerati territorio italiano. Queste sono le condizioni che saremo tenuti a rispettare.

Quale sarà l’esito delle elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008?

Sono assolutamente convinto che il Partito democratico del quale faccio parte porterà a casa, contrariamente a quanto dicono i nostri avversari, una bella vittoria anche questa volta. E’da sfatare, in maniera più assoluta la leggenda che deriva da una semplice sommatoria matematica che il centrodestra racconta dalle scorse politiche e che li avrebbe visti vincitori. Cioè che se il centrodestra  si fosse presentato unito alle passate elezioni, avrebbe vinto ovunque. Non è affatto vero. All’epoca, il centrodestra presentò 24 candidati facendo l’esempio del Canada e del centro-nord America per la camera mentre l’Unione solo quattro. Oggi, il centrodestra  presenterà non 24 ma solo 4 candidati. Gli altri venti esclusi, come reagiranno?   Allora ce la giocheremo in perfetta contrapposizione bipartitica ed io sono sicuro che porteremo lo stesso a casa una bella vittoria.

 

 Eletti all'Estero

Gli attacchi sono venuti da persone che o mi temono, o mi invidiano

Intervista al Senatore Renato Guerino Turano PD-Ulivo U.S.A

di Salvatore Viglia

Senatore Turano, lei si ricandida?

Sì, mi ricandido con il Partito Democratico di Veltroni nella circoscrizione dell’America Settentrionale e centrale che include il Mexico, dall’Alaska a Panama. Mi candido perché ci sono molte cose in corso che ancora non abbiamo potuto portare a termine. Purtroppo, in venti mesi, abbiamo cercato di fare del nostro meglio, di portare avanti alcuni progetti che avevamo promesso ai nostri elettori ed è per questo necessario ritornare per cercare di portarli a termine.

Di quali progetti si parla?

Della cittadinanza, per esempi. Con la nuova finanziaria abbiamo provveduto a stanziare   fondi per la ristrutturazione dei Consolati. Ci saranno 150 nuovi contrattisti che possono essere assunti dai   per migliorare le condizioni di disservizio. Ci saranno 155 nuovi digitatori per il sistema informatico. Per la lingua italiana, poi, siamo riusciti ad avere sei milioni di euro quest’anno e per le Camere di Commercio sette. C’è molto da fare ancora. La cittadinanza, come dicevo, doveva essere legge prima della fine dell’anno ma non è stato possibile, il tutto staziona in Commissione alla Camera. Aspettavamo che fosse votata per poi riceverla al Senato. Queste sono le cose principali, quelle che avevamo promesso. Alcune sono state realizzate come, per esempio nel mio territorio nel New Jersey, l’apertura di un nuovo Consolato che sarà operativo ai principi di luglio. Era un Consolato onorario e diventerà un Consolato Generale perché c’era bisogno di più servizi.   

Lei è stato oggetto di attacchi personali abbastanza forti, violenti politicamente, come mai, e perché?

Gli attacchi sono venuti da persone che o mi temono, o mi invidiano o perchè avrebbero voluto essere loro i candidati. C’è un signore di Los Angeles che si chiama Zuccarello che, senza provocazioni, mi attacca senza motivo. Egli è Presidente del Comites. Non so neanche come sia stato eletto Presidente dal momento che non ha avuto tanti voti nemmeno in casa sua a Los Angeles. Poi c’è il suo emulo, uno che si chiama Gonnella  dell’Arowa in Canada. Premetto di non aver mai avuto nemmeno il piacere di conoscere entrambi questi signori ma sembrano agire all’unisono ripetendo nello stesso tempo le stesse cose con una monotonia veramente disarmante. Tutto è partito dalle pagine di un giornale “l’Italiano” da parte di un certo Ferretti e da altri che seguono a ruota e ripetono. Questa è la storia. Si tratta di attacchi personali che non hanno nulla a che fare con la politica né con il fatto di essere stato qui.

Con quale degli eletti all’estero si è coordinato nel lavoro?

Con Gino Bucchino deputato eletto nella mi stessa circoscrizione. Voglio ricordare che al Senato   abbiamo formato il Comitato per le questioni degli italiani all’estero che lavora nell’interesse di tutti gli italiani  che sono residenti fuori dell’Italia. Il Comitato concentra le forze e punta diritto al cuore dei problemi dell’estero .

Siamo in campagna elettorale, immagino starà incontrando la sua gente, che cosa dice loro?

Uno dei miei crucci, è stato quello di non essere stato presente sul territorio. Per assicurare la mia presenza in Senato dove era necessario il mio voto per la sopravvivenza del governo, ho dovuto rinunciare, ob torto collo, ad essere presente tra gli elettori. Anche volendo, e solo Dio sa se avrei voluto, non mi potevo assentare neanche per un giorno. Questa è una cosa che prometto non si ripeterà se sarò rieletto. Naturalmente spero in una situazione politica nuova e meno risicata di quella precedente. Cercherò di far capire loro le cose che sono state fatte e quelle che ho  in programma. E’ importante che non si ricominci tutto daccapo. 

Dica agli italiani in America perché dovrebbero votare Renato Guerino Turano

Per due cose. Una è perché sono stato eletto per cinque anni ma non ho avuto l’opportunità di governare per cinque anni. Sono un imprenditore e normalmente so che, per costruire, è necessario porre un mattone sull’altro e quindi mi sento come una persona che è andata a cercare di fare un lavoro e prima di averlo ultimato, lo hanno licenziato. 
La seconda cosa è che io ho fatto delle promesse e voglio portarle a termine. Sono una persona giusta per i miei concittadini all’estero perché non ho interessi personali non avendo bisogno di nulla. I miei interessi sono solo per gli elettori nel mio territorio: la cittadinanza, il sostegno e la diffusione della lingua italiana alla quale tengo in particolar modo. Avevo un appuntamento con il ministro della Pubblica Istruzione perché ho delle idee sul come portare degli studenti universitari in Italia. Se noi vogliamo avere una identità italiana per i nostri figli all’estero, è necessario che noi portiamo i nostri ragazzi, in grandi quantità, qui in Italia facendoli rimanere per un anno e poi ritornare. In questo modo si conserva la padronanza della lingua italiana. Le nostre tradizioni, la nostra storia e la nostra cultura, sono e devono rappresentare in America un punto di forza per tutta l’Italia. Perciò mi batterò per conservarle.

 

L'angolo del Vice Ministro Franco Danieli  

                 Consiglio Dei Ministri:                 Decreto Elettorale

 

Danieli: le innovazioni per le modalità di esercizio del voto all’estero

Roma, 14 feb. - Il Vice Ministro Danieli, che ha partecipato oggi al Consiglio dei Ministri nel quale si è discusso e approvato il testo del Decreto Legge contenente norme riguardanti le prossime elezioni politiche sia in Italia che all’estero, rende note le principali innovazioni apportate alle modalità di esercizio del voto per gli italiani all’estero.

Il decreto, frutto di articolate e approfondite riunioni tra le Amministrazioni interessate,  tiene conto dell’esperienza delle passate consultazioni elettorali e prevede, in sintesi, le seguenti novità.

  1. invio del plico elettorale con sistemi di posta raccomandata

  2. eliminazione dal plico di materiale ridondante

  3. possibilità di consegna a mano, al Consolato, del plico contenente la scheda votata da parte degli elettori iscritti in “elenco aggiunto”

  4. soppressione della firma del presidente di seggio sul retro della scheda elettorale

  5. l’elevazione da tre a sei dei magistrati componenti il costituendo ufficio centrale per la circoscrizione estero

  6. la diminuzione da 5000 a un minimo di 2000 e un massimo di 3000 elettori per seggio elettorale

  7. la scelta del segretario di seggio da parte del presidente del seggio stesso, fra gli elettori in possesso di un titolo di studio di istruzione secondaria di secondo grado.

Il decreto approvato oggi regola inoltre l’esercizio del voto all’estero per alcune categorie di cittadini temporaneamente residenti fuori dall’Italia. In particolare, le tre categorie di connazionali già individuate in occasione della passata tornata elettorale, cioè i dipendenti delle Amministrazioni pubbliche centrali, i militari in missione di pace e i professori o ricercatori  universitari, che continueranno a votare all’estero, ma per i candidati delle circoscrizioni  nazionali di riferimento (il Lazio al Senato e il collegio di Roma 1 per la Camera  nel caso dei dipendenti delle Amministrazioni ivi compresi i professori, le circoscrizioni in cui è ricompreso il Comune sede del reparto di appartenenza, nel caso dei militari impegnati in missioni internazionali).

Il Vice Ministro Danieli  ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto, evidenziando che i correttivi apportati agevoleranno lo svolgimento delle operazioni elettorali, ivi comprese quelle di scrutinio, per cui - infine - si stanno esaminando anche diverse e migliori soluzioni logistico-organizzative.

 

Eletti all'Estero  

                                                                                                  Interviste

Il governo uscente ha mostrato indifferenza e fastidio per gli italiani all’estero

Intervista all’On. Salvatore Ferrigno Forza Italia eletto in America del Nord

di Salvatore Viglia

Si va alle elezioni, molte cose restano appese, molte aspettative saranno deluse, ha qualcosa da farsi perdonare?

In tutta onestà devo ammettere che non ho nulla da farmi perdonare. Ho lavorato sodo contro un sistema al quale non potevo essere abituato. Mi creda, non è stato facile relazionarsi con i lavori alla Camera, con politici di lungo corso dove anche il linguaggio, la prassi, i regolamenti, sono tutti una novità per chi esordisce. Nonostante tutto, devo dire che sono stato tra i primi a rompere il ghiaccio e a propormi subito all’aula ed ai lavori ad essa connessi. Mi ha aiutato l’intuizione di cercare subito l’approccio con i colleghi eletti in Italia. Il relazionarmi con loro mi è servito ad accelerare l’assuefazione alla prassi parlamentare.

Ha da lamentare qualche deficienza, qualcosa che avrebbe potuto fare e che non ha fatto?

E’ evidente che tutto è perfettibile. Si può sempre fare meglio, chi non ammette questo assunto non è credibile . In considerazione del resoconto del mio lavoro svolto, posso ritenermi soddisfatto per essere una matricola. Sono l’unico deputato tra tutti quelli eletti all’estero che ha presentato quindici proposte di legge come primo firmatario. Il più prolifico tra tutti gli altri eletti all’estero ne ha presentati due o tre. Senza contare che ne ho firmate oltre duecento come cofirmatario. Tutto questo escludendo interrogazioni parlamentari ed intervanti in aula.

Per essere stato una matricola, niente male sembra. Però tutto inutile?

Assolutamente no. Questa è acquisizione di esperienza. Essere rieletti significa non cominciare più da zero, ma da dove si era lasciato. Anzi, le dirò che l’allenamento cui sono stato sottoposto, risulterà utile nella prossima legislatura qualora venissi rieletto. Credo di aver  fatto il mio lavoro nel miglior modo possibile. Come prima legislatura, come prima volta e prima esperienza parlamentare, posso essere soddisfatto. Più di questo non potevo proprio fare. Anche se la mia attività è iniziata subito, dopo due settimane che già ero in parlamento, ho presentato la prima proposta di legge per la riapertura dei termini per il riacquisto della cittadinanza. Una cosa che ancora oggi tutti i cittadini chiedono e che non hanno ottenuto.

Durante tutto il corso della legislatura, le voci contro gli eletti all’estero sono state tante ed esplicite, mi riferisco alle dichiarazioni della sinistra e delle lega Nord.

Mi dispiace doverlo ammettere, creda, purtroppo questo governo non ha avuto a cuore le sorti degli italiani all’estero nonostante che si sia detto che abbia stanziato più fondi. Ha mostrato indifferenza e fastidio. In effetti, quello che noi invece constatiamo è la chiusura dei Consolati e dei servizi all’estero. E’ stato un vero disastro per noi italiani all’estero. Si, c’è stato un forte contrasto dovuto soprattutto alla sinistra che, in alcuni casi, ha paragonato i diritti degli italiani all’estero con quelli degli extracomunitari in Italia. E’ stato sconfortante. Confidiamo e speriamo veramente che i cittadini non perdano le speranze e ci continuino a dare fiducia. Rinnoverò tutte le mie iniziative nella nuova legislatura dove, con  un governo molto più attento a quelle che sono le esigenze degli italiani all’estero potremo finalmente riuscire a portare a termine il lavoro già cominciato. Io purtroppo ho notato, in questo scorcio di legislatura che è durato appena venti mesi, una grande delusione perché noi italiani all’estero ed anche noi parlamentari all’estero non siamo stati accolti bene in Parlamento e devo dire che non siamo stati trattati neanche come si conveniva. Questo per dire quanto l’Italia sia lontana dagli italiani all’estero. Dovremmo prendere coscienza di questo ed eleggere i nostri rappresentanti in Parlamento che non abbiano interesse di partito come alcuni eletti nella passata legislatura ma gli interessi degli italiani all’estero. Io spero, nonostante dovrò rifare una campagna elettorale che sarà effettivamente massacrante in un territorio vasto cinque volte l’Europa, di mettercela tutta con quello spirito e quella volontà che contraddistingue chi ha fortemente a cuore i diritti dei nostri concittadini sparsi per il mondo. Anche perché io sono un italiano che vive all’estero quindi le esigenze dei connazionali all’estero sono le mie esigenze. Credo di poterle interpretare perché le vivo sulla mia pelle come tutti gli altri connazionali quelle impellenze e quelle necessità sentite più che mai all’estero. 

Il centrosinistra l’ha delusa sotto l’aspetto dell’attenzione agli italiani all’estero. Il vice Ministro Danieli ha lavorato molto bene, è stato sempre bene accolto dalle comunità all’estero.

Guardi, non vorrei ora fare delle polemiche pretestuose con il senno di poi. Neanche mi sento di voler fare la cronistoria dei fallimenti e delle aspettative deluse da questo governo dimissionario di centrosinistra. Le basti pensare che, in una occasione come quella di Monongah il sei dicembre scorso, dove cento anni fa morirono più di trecento italiani che lavoravano lì, nell’occasione del centenario della tragedia, non c’è stato nessun rappresentante del governo. Eravamo presenti io e l’on. Bucchino. Ho visto l’ambasciatore, il console di Filadelfia ed il Presidente della Regione Molise. Del governo italiano nessuno. Danieli era occupato alle votazioni al Senato dove anche mezzo voto, sappiamo, avrebbe salvato il governo, ma il semplice sottosegretario Craxi, perché non si è presentato dal momento che non aveva impegni di votazioni? Già ci dimentichiamo delle affermazioni esplicite di Craxi sulla inutilità degli eletti all’estero che non contano un …? E, come se non bastasse, cinque giorni dopo, il nostro Presidente della Repubblica Napolitano, recatosi in visita ufficiale in America, ha reiterato la dimenticanza della tragedia di Monongah senza neanche un accenno. Per rispondere in maniera più adeguata alla sua domanda, ho fatto questi esempi che, anche da un punto di vista formale sembrano non servire a niente, non costano niente, ma sono invece segno di una indifferenza che il governo di centrosinistra non ha mai mancato di mostrare.

 

 

 

 

 

 

 

 

  PD – Circoscrizione Estero

Luciano Neri: “Intervento di Veltroni importante messaggio politico e morale”

Commento del Coordinatore Nazionale PD-Italiani nel Mondo Luciano Neri sul discorso di Walter Vetroni alla Camera

“L’intervento pronunciato da Walter Veltroni alla Camera dei Deputati fotografa con straordinaria lucidità il presente e indica temi politici ed istituzionali prioritari, accompagnandoli con una tensione morale e una carica innovativa assolutamente originale rispetto al passato, anche recente, nel quale è prevalsa troppo spesso la difesa del proprio particolare e non l’interesse generale del Paese”. Lo ha affermato Luciano Neri (Coordinamento Nazionale PD – Italiani nel mondo) nel corso di un’assemblea telematica con alcuni circoli PD della ripartizione America Latina.  “E’ molto importante – ha sottolineato Neri - che anche noi nella nostra attività quotidiana ricordiamo, come ha affermato Veltroni nel suo intervento, che il Partito Democratico si è conquistato il merito di aver introdotto discontinuità positive rispetto, ad esempio, alla frammentazione politica e alla conflittualità tra schieramenti che nelle precedenti legislature la politica e le istituzioni non sono riuscite a modificare. Alcuni richiami del suo intervento sono temi sensibili e ben compresi dalle nostre collettività all’estero, come ad esempio la priorità dei temi della sicurezza accompagnata dall’ammonimento rispetto alla caccia all’immigrato e alla logica delle ronde e ricordando che il 6% del PIL del nostro paese è prodotto dagli immigrati che lavorano, persone che sono fuggite dalla miseria non diversamente dai tanti italiani che nel corso dei decenni attraversarono il mondo con la valigia di cartone in mano. L’intervento del Segretario Nazionale del PD ha toccato un altro tema rispetto al quale esiste una grande sensibilità tra le nostre collettività nel mondo, quello dell’innovazione per superare i tanti conservatorismi di destra e di sinistra che hanno frenato lo sviluppo di mercati aperti e l’introduzione di liberalizzazioni, di valorizzazioni di meriti e talenti come scelte necessarie per costruire un’Italia più moderna e più giusta. E’ importante – ha concluso Luciano Neri – che chi si batte per il cambiamento abbia la coerenza e il coraggio di fare questo sforzo partendo da sé, cambiando linguaggi, paradigmi, priorità e introducendo non piccoli aggiustamenti ma profonde innovazioni. E’ questo quello di cui ha bisogno il paese, le istituzioni e la politica. E il Partito Democratico sta dimostrando di avere questo coraggio e questa coerenza”.

 

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