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Speciale Elezioni |
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Candidati ed
Eletti per la Circoscrizione
AMERICA SETTENTRIONALE E CENTRALE
SENATO
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TURANO Renato Guerino |
PD |
|
15,223 |
|
GIORDANO Basilio |
PDL |
Eletto |
13,083 |
|
SORRISO Augusto |
PDL |
|
8,699 |
|
PIAZZI Marina |
PD |
|
7,431 |
|
SERACINI Massimo |
UDC |
|
2,194 |
|
COCO Vittorio |
UDC |
|
1,791 |
|
CIRNIGLIARO Giuseppe |
La
Destra |
|
544 |
|
MISURACA Franco |
La
Destra |
|
461 |
CAMERA DEI DEPUTATI
|
BUCCHINO Gino |
PD |
Eletto |
14,762 |
|
BERARDI Amato |
PDL |
Eletto |
11,166 |
|
ARCOBELLI Vincenzo |
PDL |
|
10,665 |
|
VITALE Emilia |
PD |
|
8,033 |
|
CIMINATA Greaziella in Bivona |
PD |
|
7,361 |
|
SASSI Cesare |
PDL |
|
7,046 |
|
ARIEMMA Paolo Antonio |
PDL |
|
6,433 |
|
MARRA Mario Pasquale |
PD |
|
2,773 |
|
ROSINI Giuseppe |
UDC |
|
2,102 |
|
CUCCHI Luigi |
UDC |
|
2,062 |
|
MANCUSO Calogera |
UDC |
|
1,884 |
|
CORRADO Franco |
La
Destra |
|
518 |
|
GILIBERTI Pasquale |
La
Destra |
|
343 |
|
TROTTA Pasquale |
La
Destra |
|
340 |
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FRATTALLONE Michele |
La Destra |
|
255 |
Circoscrizione
AMERICA SETTENTRIONALE E CENTRALE
RISULTATI*

La DESTRA
SENATO - 2,126 -
2,539%
CAMERA - 2,073 -
2,389%


Il POPOLO della LIBERTA'
SENATO - 37,774 - 45,118%
CAMERA - 39,604 - 45,658%


Partito
DEMOCRATICO
SENATO - 36,734 - 43,878%
CAMERA - 37,631 - 43,383%


UDC
SENATO - 7,087 -
8,465%
CAMERA - 7,432 -
8,568%

*
Risultato provvisorio
Enti pervenuti :
120 su 123
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Eletti all'Estero |
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L'On.
Salvatore Ferrigno scrive ai suoi elettori
Lettera aperta dell’On. Ferrigno unico
escluso dalle liste del Popolo delle Libertà
Cari elettori, cari amici
Prima di tutto è doveroso
ringraziarvi per la fiducia e la
stima che mi avete dato in
questi due brevi anni di
legislatura che mi hanno dato la
possibilità di poter lavorare
per voi al meglio delle mie
capacità del mio impegno e con
sincera passione politica.
Devo poi chiedervi scusa per non
avervi dato la possibilità di
poter continuare a votarmi
In questa tornata elettorale che
ha mostrato i lati più torbidi
di una politica sempre più
lontana dagli interessi dei
cittadini e sempre più viziata
dagli interessi personali. Mai
come adesso avrei potuto
immaginare che i consensi nei
miei confronti fossero così ampi
da far paura a qualcuno al punto
da farmi rimanere fuori da
questa tornata elettorale che
invece di svolgersi in un
confronto leale e onesto si
svolgerà in un clima avvelenato.
In questi due anni non credo di
aver commesso scorrettezze e
mancato di fedeltà al partito,
ne tanto meno mi è stato
comunicato il motivo della mia
esclusione quindi priva di
spiegazioni plausibili.
Ho creduto e ho condiviso quegli
ideali comuni del centro destra
rimanendo sempre al mio posto e
seguendo gli ordini di partito.
Non pensavo che alcune persone
potessero tramare contro di me
fino a non farmi entrare in
lista come unica alternativa per
non farmi rieleggere, facendomi
credere, anzi assicurandomi così
come annunziato in più occasioni
dal Presidente Berlusconi, che
la mia candidatura era certa
così come tutti i parlamentari
eletti a prima legislatura e in
special modo nelle
circoscrizioni estere dove è in
uso il voto di preferenza.
Non mi è stata data possibilità
di potermi candidare non solo
con il “PDL” ma in nessun altro
modo perché con l’inganno non mi
è stato lasciato il tempo di
correre ai ripari.
Alcuni sinistri personaggi ormai
noti nel nostro gruppo politico
del Nord America non hanno fatto
un danno a me in quanto non sarò
Deputato alla prossima
legislatura ma hanno dato vita a
una lista del “PDL”incongrua,
imbavagliando migliaia di nostri
elettori che per disgusto a
questo atteggiamento autoritario
e poco democratico hanno deciso
di non votare più il Partito del
Popolo libertà che, a mio parere,
si dimostra sempre di più come
il Partito dei Padroni della
Libertà.
Io mi chiedo come tanti di noi,
con quale coraggio si sentirà a
posto con la propria coscienza
anche se legalmente ma non
legittimamente eletto a
rappresentare i nostri
connazionali nel Nord e Centro
America, il probabile
parlamentare eletto alla Camera
dei Deputati nella lista del
“PDL” pur sapendo che ha tolto
la possibilità a molti di noi di
poter scegliere liberamente se
rieleggere o no il parlamentare
uscente eletto nelle ultime
consultazioni elettorali a
larghissima maggioranza di
preferenze? Al suo posto
proverei certamente imbarazzo,
se non vergogna, per aver
approfittato di una situazione
di comodo creata con l’inganno
elettorale.
Qualcuno ha scambiato questa
elezione politica con il gran
premio di Formula uno e per
vincerlo a tutti i costi ha
convinto la giuria a non far
gareggiare la “Ferrari” perché
essendo la più potente auto da
corsa non avrebbe lasciato
vincere nessun altra macchina.
In questa singolare nuova forma
di Democrazia non si può
accettare il concetto di
sottomissione forzata
nell’accettare il piatto
preconfezionato e non
liberamente scelto in forma,
chiara e trasparente; ciò detto
il mio impegno in politica,
sfortunatamente per alcuni
personaggi, continua.
Non mi farò fermare da questi
sporchi giochi politici e darò
sempre la speranza alla gente
onesta di poter continuare a
credere nei veri ideali di
Libertà e Democrazia che non
conoscono o accettano padroni,
capi o capetti di turno…
Non riuscivo a capire perché
Casini non abbia mai voluto
cedere all’idea di unirsi al
“PDL” .
Adesso attraverso questa
esperienza capisco e lo
definisco un eroe: avrebbe
potuto opportunamente allearsi
con Prodi e rimanere al governo
per 5 anni, ma non lo ha fatto
perché fedele ai suoi principi
politici preferendo rimanere
nell’area di centro destra senza
avere un padrone con il coraggio
di pagare un prezzo alto
rischiando di rimanere da solo
contrariamente a Fini che si è
letteralmente arreso dopo aver
visto il fallimento della sua
politica più volte criticata nel
suo stesso partito al punto da
aver provocato la scissione con
Storace.
A questo punto chiederò al
popolo dei miei elettori di
aprire gli occhi e di riflettere
bene prima di votare per il
“PDL” perché il “PDL” anche se
predica bene razzola male e si
dimostra come in queste
occasioni poco credibile,
preferendo gente non qualificata
e con carichi pendenti.
Votare secondo coscienza ma
certamente riflettete bene prima
di votare “PDL”.
Alla fine vi rinnovo ancora una
volta il mio grazie per la
vostra fiducia anche se adesso
non avrete possibilità di
potermi votare.
E grazie anche a quei sinistri e
perfidi personaggi responsabili
di ciò:
Il mio impegno continua con
l’Unione di Centro
Salvatore Ferrigno
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Eletti all'Estero |
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Abbiamo ottenuto parità di diritti tra tutti gli
italiani sulla questione ICI
Intervista all’on. Gino Bucchino America
settentrionale e centrale PD-Ulivo
di
Salvatore Viglia
L’ICI
per gli italiani all’estero, un
risultato concreto.
Sì, finalmente un risultato
concreto del quale siamo
orgogliosi. Io in particolare mi
sento orgoglioso non solo di
aver lavorato in squadra con gli
altri deputati del Partito
Democratico ex Unione ma sono
particolarmente orgoglioso e
soddisfatto perché mi
attribuisco il merito di aver
insistito tantissimo su questa
questione incalzando il governo.
Prima con una interrogazione
parlamentare, poi con un
emendamento, poi ancora con un
ordine del giorno ed infine con
una lettera diretta al ministro
Padoa Schioppa.
Una
palese disparità tra italiani
stanziali e residenti
all’estero. Un assurdo tutto
italiano?
Una cosa che non stava né in
cielo né interra. Una norma
apposita di legge del 2003 aveva
riconosciuto, in merito all’ICI
sulla prima casa, l’assoluta
parità tra italiani residenti in
Italia ed italiani residenti
all’estero. Una detrazione che
si aggirava intorno ai cento
euro. Ci è sembrato un atto
dovuto l’automatico
riconoscimento di questo nuovo
diritto sancito nell’ultima
finanziaria di una ulteriore
detrazione fino ad un massimo di
altri 200 euro che,
automaticamente, doveva essere
estesa anche agli italiani
all’estero. Ho attribuito questa
incongruenza del non
riconoscimento automatico ad una
svista, una dimenticanza delle
esigenze degli italiani
all’estero. Questo la dice lunga
sul livello di attenzione. Si
trattava di sapere quando ci
saremmo resi conto che
esistevano anche gli italiani
all’estero che godono di parità
di diritti. Bocciato
l’emendamento, immediatamente ho
presentato un ordine del giorno
allegato alla finanziaria che è
stato accolto in pieno dal
governo. Il governo ha detto sì.
A quel punto si sa che un
ordine del giorno nella politica
italiana non si nega a nessuno e
non significa certo che andrà a
buon fine. Il Parlamento è pieno
di ordini del giorno rigettati.
Per un
provvedimento di questo tipo non
era necessario alcun passaggio
parlamentare, non occorreva cioè
nessuna decisione legislativa,
non è vero?
Vero. Forte di questo
accoglimento da parte del
governo, mi sono permesso,
insieme agli altri parlamentari
con i quali avevamo iniziato
questa campagna, di scrivere
direttamente al ministro Padoa
Schioppa. Grazie anche
all’interessamento di
funzionari del ministero
dell’economia e finanze che
hanno capito che si sarebbe
potuta risolvere la questione
con un semplice atto
amministrativo e non legislativo
tanto era automatica
l’applicazione della richiesta,
si è arrivati alla soluzione.
Con la disposizione n. 5 del
ministero dell’economia e
finanze del 15 febbraio, è stato
sancito che anche gli italiani
all’estero hanno diritto a
questa agevolazione sulla prima
casa.
E’ un
risultato politico importante
che rassicura. E’ un po’ la
prova della utilità degli eletti
all’estero che vigilano sui
diritti violati degli italiani
all’estero. Cosa comporta questa
vittoria?
Due conseguenze importanti. Una
economica. Gli italiani
all’estero posseggono di solito
piccole casette di campagna
lasciate al momento di partire.
Tanto piccole che, nella maggior
parte dei casi, non pagheranno
proprio nulla. Berlusconi dice
che abolirà l’ICI sulla prima
casa ebbene noi, per gli
italiani all’estero, lo abbiamo
già fatto. Un’altra
squisitamente politica quella
che il governo ha mostrato di
prendere atto della esistenza di
questa realtà rappresentata
dagli italiani all’estero
sancendo la parità con i
cittadini residenti in Italia.
Fosse stato anche per mezzo
euro, il fatto ha un significato
politico importante. Di questo
siamo estremamente soddisfatti.
E dato che il governo resterà in
carica fino ad avvenute elezioni
politiche, si spera che, aperta
questa porta, se ne possano
aprire anche altre specie per
quei problemi per i quali sarà
sufficiente un solo atto
amministrativo.
A quali
problemi si riferisce, ne
esistono altri risolvibili ed
altrettanto disattesi?
Per esempio il rinnovo degli
accordi sulla sicurezza sociale
tra Italia e Canada al quale si
affianca anche la stesura del
nuovo codice di sicurezza
sociale tra Italia e Cile. Il
momento è particolarmente
favorevole non solo perché il
ministro D’Alema, anche in tempi
non sospetti, aveva già risposto
ad una nostra sollecitazione
firmata da me e dall’onorevole
Fedi di sbrigarsi a firmare
questo benedetto accordo. Si
pensi che la copertura
economica, in questo caso, è
irrilevante, si parla di soli
700.000 euro. Sono trascorsi più
di dieci anni dall’accordo che,
quasi immediatamente, fu
ratificato del governo canadese.
Ancora oggi quello italiano non
ha ratificato. Direi che se
riuscissimo a portare a casa
anche questo sarebbe un ottimo
risultato. Nutro buone speranze
anche perchè nel calendario
delle prossime riunioni del
ministero degli affari esteri
c’è la ratifica, l’impegno o lo
studio per la firma di accordi
bilaterali tra l’Italia ed altri
paesi di rilevanza economica
storica, geografica e politica
molto inferiori a quello che può
essere un accordo con il
Canada. Sono dunque fiducioso
che prima delle elezioni si
possa portare a casa anche
questa cosa qui.
Lei non
era intenzionato a ricandidarsi,
ora sembra abbia cambiato idea,
si ricandiderà?
Precisiamo. Avevo espresso
pubblicamente la mia intenzione
di non ripetere l’esperienza da
parlamentare almeno che non
fossero successi, in questo
periodo legislativo, fatti
straordinari di portata grave
come quella di una interruzione
così precoce della legislatura.
Praticamente non sono trascorsi
due anni dalla nostra
proclamazione. Il lavoro vero,
considerato che sono stato
proclamato alla fine di aprile
del 2006, poi ulteriori ritardi
dovuti alle contingente di
sistemazione istituzionali, poi
l’estate, poi la finanziaria,
praticamente noi abbiamo potuto
lavorare solamente il 2007. A me
sembra veramente un po’ poco per
gettare la spugna e abbandonare
anche perché cosa dirò ai miei
elettori? Per cui mi sembra un
dovere mettere da parte anche la
parte della sfera personale e
familiare tentando di continuare
a lavorare.
La
preoccupazione delle intenzioni
del Canada di non far votare gli
italiani è superata però siete
sottoposti a condizioni
bizzarre, decisamente
particolari per quanto riguarda
la campagna elettorale.
Innanzitutto sono grato e
soddisfatto della decisione del
governo canadese di permettere
di votare. Io so che il Canada
ha delle perplessità storiche
soprattutto sull’elettorato
passivo. In questo caso direi
che ha giocato a favore nostro
il fatto che questa legislatura
è durata talmente poco da essere
troppo vicini alle passate
elezioni. Il Canada forse non se
l’è sentita di negare la
possibilità concessa apena poco
tempo prima. Le perplessità del
Canada, intendiamoci, sono
ancora tutte in piedi. Il Canada
è uno Stato sovrano, ci
mancherebbe, e per svolgere il
voto degli italiani occorre il
suo beneplacito. Per il
momento il Canada ha detto sì ma
non si tratta di una concessione
a vita. Ci sono però dei paletti
inerenti le modalità della
campagna elettorale. Il Canada,
è un paese multietnico,
multiculturale, questo è il
fiore all’occhiello della
identità canadese non ci sono
solo gli italiani. Il governo
canadese non ama che vengano
fatte campagne elettorali nel
proprio paese. Oggi l’Italia,
domani potrebbe esserci la Cina,
poi l’India ecc. Questo potrebbe
creare qualche motivo di
disturbo all’indentità e al
carattere multietnico di
convivenza.
Quindi?
Quindi nessun tipo di
propaganda. Noi non potremo
tenere comizi pubblici neanche
nelle sedi delle associazioni,
dei patronati, nelle Chiese, nei
cinema. Non potremo affittare
sale per riunioni, non potremo
nemmeno distribuire
pubblicamente materiale
propagandistico. Ci è impedito
tutto questo. Sarà, poi, il
nostro ambasciatore a dettare
quali saranno le regole precise.
Noi non potremo comprare degli
spazi pubblicitari per la
campagna. L’unico modo di fare
campagna elettorale e propaganda
sarà per posta. Immagino porta a
porta praticamente alle modalità
canadesi, via mail e via
internet. Punto e basta. Questo
vuol dire che io non potrò
andare ad incontrare, in luogo
pubblico, la comunità di
italiani della mia
circoscrizione. Queste sono le
condizioni. Il governo canadese
ha anche invitato le istituzioni
italiane, le ambasciate, i
consolati, a monitorare la
correttezza dello svolgimento
delle elezioni e a denunciare
anomalie e disubbidienze fino
alla esclusione del candidato
dalle liste elettorali. Gli
unici luoghi dove si potrà fare
campagna elettorale saranno le
sedi istituzionali italiane come
Ambasciate, Consolati ed
Istituti italiani di Cultura che
sono considerati territorio
italiano. Queste sono le
condizioni che saremo tenuti a
rispettare.
Quale
sarà l’esito delle elezioni
politiche del 13 e 14 aprile
2008?
Sono assolutamente convinto che
il Partito democratico del quale
faccio parte porterà a casa,
contrariamente a quanto dicono i
nostri avversari, una bella
vittoria anche questa volta.
E’da sfatare, in maniera più
assoluta la leggenda che deriva
da una semplice sommatoria
matematica che il centrodestra
racconta dalle scorse politiche
e che li avrebbe visti
vincitori. Cioè che se il
centrodestra si fosse
presentato unito alle passate
elezioni, avrebbe vinto ovunque.
Non è affatto vero. All’epoca,
il centrodestra presentò 24
candidati facendo l’esempio del
Canada e del centro-nord America
per la camera mentre l’Unione
solo quattro. Oggi, il
centrodestra presenterà non 24
ma solo 4 candidati. Gli altri
venti esclusi, come
reagiranno? Allora ce la
giocheremo in perfetta
contrapposizione bipartitica ed
io sono sicuro che porteremo lo
stesso a casa una bella
vittoria.
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Eletti
all'Estero |
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Gli attacchi sono venuti da persone che o mi
temono, o mi invidiano
Intervista al Senatore Renato Guerino Turano PD-Ulivo
U.S.A
di
Salvatore Viglia
Senatore Turano, lei si
ricandida?
Sì, mi ricandido con il Partito
Democratico di Veltroni nella
circoscrizione dell’America
Settentrionale e centrale che
include il Mexico, dall’Alaska a
Panama. Mi candido perché ci
sono molte cose in corso che
ancora non abbiamo potuto
portare a termine. Purtroppo, in
venti mesi, abbiamo cercato di
fare del nostro meglio, di
portare avanti alcuni progetti
che avevamo promesso ai nostri
elettori ed è per questo
necessario ritornare per cercare
di portarli a termine.
Di
quali progetti si parla?
Della cittadinanza, per esempi.
Con la nuova finanziaria abbiamo
provveduto a stanziare fondi
per la ristrutturazione dei
Consolati. Ci saranno 150 nuovi
contrattisti che possono essere
assunti dai per migliorare le
condizioni di disservizio. Ci
saranno 155 nuovi digitatori per
il sistema informatico. Per la
lingua italiana, poi, siamo
riusciti ad avere sei milioni di
euro quest’anno e per le Camere
di Commercio sette. C’è molto da
fare ancora. La cittadinanza,
come dicevo, doveva essere legge
prima della fine dell’anno ma
non è stato possibile, il tutto
staziona in Commissione alla
Camera. Aspettavamo che fosse
votata per poi riceverla al
Senato. Queste sono le cose
principali, quelle che avevamo
promesso. Alcune sono state
realizzate come, per esempio nel
mio territorio nel New Jersey,
l’apertura di un nuovo Consolato
che sarà operativo ai principi
di luglio. Era un Consolato
onorario e diventerà un
Consolato Generale perché c’era
bisogno di più servizi.
Lei è
stato oggetto di attacchi
personali abbastanza forti,
violenti politicamente, come mai,
e perché?
Gli attacchi sono venuti da
persone che o mi temono, o mi
invidiano o perchè avrebbero
voluto essere loro i candidati.
C’è un signore di Los Angeles
che si chiama Zuccarello che,
senza provocazioni, mi attacca
senza motivo. Egli è Presidente
del Comites. Non so neanche come
sia stato eletto Presidente dal
momento che non ha avuto tanti
voti nemmeno in casa sua a Los
Angeles. Poi c’è il suo emulo,
uno che si chiama Gonnella
dell’Arowa in Canada. Premetto
di non aver mai avuto nemmeno il
piacere di conoscere entrambi
questi signori ma sembrano agire
all’unisono ripetendo nello
stesso tempo le stesse cose con
una monotonia veramente
disarmante. Tutto è partito
dalle pagine di un giornale
“l’Italiano” da parte di un
certo Ferretti e da altri che
seguono a ruota e ripetono.
Questa è la storia. Si tratta di
attacchi personali che non hanno
nulla a che fare con la politica
né con il fatto di essere stato
qui.
Con
quale degli eletti all’estero si
è coordinato nel lavoro?
Con Gino Bucchino deputato
eletto nella mi stessa
circoscrizione. Voglio ricordare
che al Senato abbiamo formato
il Comitato per le questioni
degli italiani all’estero che
lavora nell’interesse di tutti
gli italiani che sono residenti
fuori dell’Italia. Il Comitato
concentra le forze e punta
diritto al cuore dei problemi
dell’estero .
Siamo
in campagna elettorale, immagino
starà incontrando la sua gente,
che cosa dice loro?
Uno dei miei crucci, è stato
quello di non essere stato
presente sul territorio. Per
assicurare la mia presenza in
Senato dove era necessario il
mio voto per la sopravvivenza
del governo, ho dovuto
rinunciare, ob torto collo, ad
essere presente tra gli elettori.
Anche volendo, e solo Dio sa se
avrei voluto, non mi potevo
assentare neanche per un giorno.
Questa è una cosa che prometto
non si ripeterà se sarò rieletto.
Naturalmente spero in una
situazione politica nuova e meno
risicata di quella precedente.
Cercherò di far capire loro le
cose che sono state fatte e
quelle che ho in programma. E’
importante che non si ricominci
tutto daccapo.
Dica
agli italiani in America perché
dovrebbero votare Renato Guerino
Turano
Per due cose. Una è perché sono
stato eletto per cinque anni ma
non ho avuto l’opportunità di
governare per cinque anni. Sono
un imprenditore e normalmente so
che, per costruire, è necessario
porre un mattone sull’altro e
quindi mi sento come una persona
che è andata a cercare di fare
un lavoro e prima di averlo
ultimato, lo hanno licenziato.
La seconda cosa è che io ho
fatto delle promesse e voglio
portarle a termine. Sono una
persona giusta per i miei
concittadini all’estero perché
non ho interessi personali non
avendo bisogno di nulla. I miei
interessi sono solo per gli
elettori nel mio territorio: la
cittadinanza, il sostegno e la
diffusione della lingua italiana
alla quale tengo in particolar
modo. Avevo un appuntamento con
il ministro della Pubblica
Istruzione perché ho delle idee
sul come portare degli studenti
universitari in Italia. Se noi
vogliamo avere una identità
italiana per i nostri figli
all’estero, è necessario che noi
portiamo i nostri ragazzi, in
grandi quantità, qui in Italia
facendoli rimanere per un anno e
poi ritornare. In questo modo si
conserva la padronanza della
lingua italiana. Le nostre
tradizioni, la nostra storia e
la nostra cultura, sono e devono
rappresentare in America un
punto di forza per tutta
l’Italia. Perciò mi batterò per
conservarle.
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L'angolo del Vice Ministro Franco
Danieli |
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Consiglio Dei Ministri:
Decreto Elettorale
Danieli: le innovazioni per le
modalità di esercizio del voto all’estero
Roma, 14 feb. - Il Vice
Ministro Danieli, che ha partecipato oggi al
Consiglio dei Ministri nel quale si è discusso e
approvato il testo del Decreto Legge contenente
norme riguardanti le prossime elezioni politiche
sia in Italia che all’estero, rende note le
principali innovazioni apportate alle modalità
di esercizio del voto per gli italiani
all’estero.
Il decreto, frutto di articolate
e approfondite riunioni tra le Amministrazioni
interessate, tiene conto dell’esperienza delle
passate consultazioni elettorali e prevede, in
sintesi, le seguenti novità.
-
invio del
plico elettorale con sistemi di posta
raccomandata
-
eliminazione dal plico di materiale
ridondante
-
possibilità di consegna a mano, al
Consolato, del plico contenente la scheda
votata da parte degli elettori iscritti in
“elenco aggiunto”
-
soppressione della firma del presidente di
seggio sul retro della scheda elettorale
-
l’elevazione da tre a sei dei magistrati
componenti il costituendo ufficio centrale
per la circoscrizione estero
-
la
diminuzione da 5000 a un minimo di 2000 e un
massimo di 3000 elettori per seggio
elettorale
-
la scelta
del segretario di seggio da parte del
presidente del seggio stesso, fra gli
elettori in possesso di un titolo di studio
di istruzione secondaria di secondo grado.
Il decreto approvato oggi regola
inoltre l’esercizio del voto all’estero per
alcune categorie di cittadini temporaneamente
residenti fuori dall’Italia. In particolare, le
tre categorie di connazionali già individuate in
occasione della passata tornata elettorale, cioè
i dipendenti delle Amministrazioni pubbliche
centrali, i militari in missione di pace e i
professori o ricercatori universitari, che
continueranno a votare all’estero, ma per i
candidati delle circoscrizioni nazionali di
riferimento (il Lazio al Senato e il collegio di
Roma 1 per la Camera nel caso dei dipendenti
delle Amministrazioni ivi compresi i professori,
le circoscrizioni in cui è ricompreso il Comune
sede del reparto di appartenenza, nel caso dei
militari impegnati in missioni internazionali).
Il Vice Ministro Danieli ha
espresso soddisfazione per il risultato
raggiunto, evidenziando che i correttivi
apportati agevoleranno lo svolgimento delle
operazioni elettorali, ivi comprese quelle di
scrutinio, per cui - infine - si stanno
esaminando anche diverse e migliori soluzioni
logistico-organizzative. |
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Eletti
all'Estero |
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Interviste

Il governo uscente ha mostrato indifferenza e
fastidio per gli italiani all’estero
Intervista all’On. Salvatore
Ferrigno Forza Italia eletto in
America del Nord
di
Salvatore Viglia
Si va
alle elezioni, molte cose
restano appese, molte
aspettative saranno deluse, ha
qualcosa da farsi perdonare?
In tutta onestà devo ammettere
che non ho nulla da farmi
perdonare. Ho lavorato sodo
contro un sistema al quale non
potevo essere abituato. Mi
creda, non è stato facile
relazionarsi con i lavori alla
Camera, con politici di lungo
corso dove anche il linguaggio,
la prassi, i regolamenti, sono
tutti una novità per chi
esordisce. Nonostante tutto,
devo dire che sono stato tra i
primi a rompere il ghiaccio e a
propormi subito all’aula ed ai
lavori ad essa connessi. Mi ha
aiutato l’intuizione di cercare
subito l’approccio con i
colleghi eletti in Italia. Il
relazionarmi con loro mi è
servito ad accelerare
l’assuefazione alla prassi
parlamentare.
Ha da
lamentare qualche deficienza,
qualcosa che avrebbe potuto fare
e che non ha fatto?
E’ evidente che tutto è
perfettibile. Si può sempre fare
meglio, chi non ammette questo
assunto non è credibile . In
considerazione del resoconto del
mio lavoro svolto, posso
ritenermi soddisfatto per essere
una matricola. Sono l’unico
deputato tra tutti quelli eletti
all’estero che ha presentato
quindici proposte di legge come
primo firmatario. Il più
prolifico tra tutti gli altri
eletti all’estero ne ha
presentati due o tre. Senza
contare che ne ho firmate oltre
duecento come cofirmatario.
Tutto questo escludendo
interrogazioni parlamentari ed
intervanti in aula.
Per
essere stato una matricola,
niente male sembra. Però tutto
inutile?
Assolutamente no. Questa è
acquisizione di esperienza.
Essere rieletti significa non
cominciare più da zero, ma da
dove si era lasciato. Anzi, le
dirò che l’allenamento cui sono
stato sottoposto, risulterà
utile nella prossima legislatura
qualora venissi rieletto. Credo
di aver fatto il mio lavoro nel
miglior modo possibile. Come
prima legislatura, come prima
volta e prima esperienza
parlamentare, posso essere
soddisfatto. Più di questo non
potevo proprio fare. Anche se la
mia attività è iniziata subito,
dopo due settimane che già ero
in parlamento, ho presentato la
prima proposta di legge per la
riapertura dei termini per il
riacquisto della cittadinanza.
Una cosa che ancora oggi tutti i
cittadini chiedono e che non
hanno ottenuto.
Durante
tutto il corso della
legislatura, le voci contro gli
eletti all’estero sono state
tante ed esplicite, mi riferisco
alle dichiarazioni della
sinistra e delle lega Nord.
Mi dispiace doverlo ammettere,
creda, purtroppo questo governo
non ha avuto a cuore le sorti
degli italiani all’estero
nonostante che si sia detto che
abbia stanziato più fondi. Ha
mostrato indifferenza e
fastidio. In effetti, quello che
noi invece constatiamo è la
chiusura dei Consolati e dei
servizi all’estero. E’ stato un
vero disastro per noi italiani
all’estero. Si, c’è stato un
forte contrasto dovuto
soprattutto alla sinistra che,
in alcuni casi, ha paragonato i
diritti degli italiani
all’estero con quelli degli
extracomunitari in Italia. E’
stato sconfortante. Confidiamo e
speriamo veramente che i
cittadini non perdano le
speranze e ci continuino a dare
fiducia. Rinnoverò tutte le mie
iniziative nella nuova
legislatura dove, con un
governo molto più attento a
quelle che sono le esigenze
degli italiani all’estero
potremo finalmente riuscire a
portare a termine il lavoro già
cominciato. Io purtroppo ho
notato, in questo scorcio di
legislatura che è durato appena
venti mesi, una grande delusione
perché noi italiani all’estero
ed anche noi parlamentari
all’estero non siamo stati
accolti bene in Parlamento e
devo dire che non siamo stati
trattati neanche come si
conveniva. Questo per dire
quanto l’Italia sia lontana
dagli italiani all’estero.
Dovremmo prendere coscienza di
questo ed eleggere i nostri
rappresentanti in Parlamento che
non abbiano interesse di partito
come alcuni eletti nella passata
legislatura ma gli interessi
degli italiani all’estero. Io
spero, nonostante dovrò rifare
una campagna elettorale che sarà
effettivamente massacrante in un
territorio vasto cinque volte
l’Europa, di mettercela tutta
con quello spirito e quella
volontà che contraddistingue chi
ha fortemente a cuore i diritti
dei nostri concittadini sparsi
per il mondo. Anche perché io
sono un italiano che vive
all’estero quindi le esigenze
dei connazionali all’estero sono
le mie esigenze. Credo di
poterle interpretare perché le
vivo sulla mia pelle come tutti
gli altri connazionali quelle
impellenze e quelle necessità
sentite più che mai all’estero.
Il
centrosinistra l’ha delusa sotto
l’aspetto dell’attenzione agli
italiani all’estero. Il vice
Ministro Danieli ha lavorato
molto bene, è stato sempre bene
accolto dalle comunità
all’estero.
Guardi, non vorrei ora fare
delle polemiche pretestuose con
il senno di poi. Neanche mi
sento di voler fare la
cronistoria dei fallimenti e
delle aspettative deluse da
questo governo dimissionario di
centrosinistra. Le basti pensare
che, in una occasione come
quella di Monongah il sei
dicembre scorso, dove cento anni
fa morirono più di trecento
italiani che lavoravano lì,
nell’occasione del centenario
della tragedia, non c’è stato
nessun rappresentante del
governo. Eravamo presenti io e
l’on. Bucchino. Ho visto
l’ambasciatore, il console di
Filadelfia ed il Presidente
della Regione Molise. Del
governo italiano nessuno.
Danieli era occupato alle
votazioni al Senato dove anche
mezzo voto, sappiamo, avrebbe
salvato il governo, ma il
semplice sottosegretario Craxi,
perché non si è presentato dal
momento che non aveva impegni di
votazioni? Già ci dimentichiamo
delle affermazioni esplicite di
Craxi sulla inutilità degli
eletti all’estero che non
contano un …? E, come se non
bastasse, cinque giorni dopo, il
nostro Presidente della
Repubblica Napolitano, recatosi
in visita ufficiale in America,
ha reiterato la dimenticanza
della tragedia di Monongah senza
neanche un accenno. Per
rispondere in maniera più
adeguata alla sua domanda, ho
fatto questi esempi che, anche
da un punto di vista formale
sembrano non servire a niente,
non costano niente, ma sono
invece segno di una indifferenza
che il governo di centrosinistra
non ha mai mancato di mostrare.
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PD – Circoscrizione Estero
Luciano Neri: “Intervento di Veltroni importante
messaggio politico e morale”

Commento del Coordinatore Nazionale PD-Italiani
nel Mondo Luciano Neri sul discorso di Walter
Vetroni alla Camera
“L’intervento pronunciato da
Walter Veltroni alla Camera dei Deputati
fotografa con straordinaria lucidità il presente
e indica temi politici ed istituzionali
prioritari, accompagnandoli con una tensione
morale e una carica innovativa assolutamente
originale rispetto al passato, anche recente,
nel quale è prevalsa troppo spesso la difesa del
proprio particolare e non l’interesse generale
del Paese”. Lo ha affermato Luciano Neri
(Coordinamento Nazionale PD – Italiani nel
mondo) nel corso di un’assemblea telematica con
alcuni circoli PD della ripartizione America
Latina. “E’ molto importante – ha sottolineato
Neri - che anche noi nella nostra attività
quotidiana ricordiamo, come ha affermato
Veltroni nel suo intervento, che il Partito
Democratico si è conquistato il merito di aver
introdotto discontinuità positive rispetto, ad
esempio, alla frammentazione politica e alla
conflittualità tra schieramenti che nelle
precedenti legislature la politica e le
istituzioni non sono riuscite a modificare.
Alcuni richiami del suo intervento sono temi
sensibili e ben compresi dalle nostre
collettività all’estero, come ad esempio la
priorità dei temi della sicurezza accompagnata
dall’ammonimento rispetto alla caccia
all’immigrato e alla logica delle ronde e
ricordando che il 6% del PIL del nostro paese è
prodotto dagli immigrati che lavorano, persone
che sono fuggite dalla miseria non diversamente
dai tanti italiani che nel corso dei decenni
attraversarono il mondo con la valigia di
cartone in mano. L’intervento del Segretario
Nazionale del PD ha toccato un altro tema
rispetto al quale esiste una grande sensibilità
tra le nostre collettività nel mondo, quello
dell’innovazione per superare i tanti
conservatorismi di destra e di sinistra che
hanno frenato lo sviluppo di mercati aperti e
l’introduzione di liberalizzazioni, di
valorizzazioni di meriti e talenti come scelte
necessarie per costruire un’Italia più moderna e
più giusta. E’ importante – ha concluso Luciano
Neri – che chi si batte per il cambiamento abbia
la coerenza e il coraggio di fare questo sforzo
partendo da sé, cambiando linguaggi, paradigmi,
priorità e introducendo non piccoli
aggiustamenti ma profonde innovazioni. E’ questo
quello di cui ha bisogno il paese, le
istituzioni e la politica. E il Partito
Democratico sta dimostrando di avere questo
coraggio e questa coerenza”. |
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