Malasanità in Calabria
Una luce in fondo al tunnel per la sanità Calabrese
Il
presidente, del Circolo di Azione Sociale e
Culturale "Ignazio Silone" di Catanzaro, Iacopino
concorda con le affermazioni del presidente Loiero
Catanzaro - Plaudiamo ai propositi del Presidente Loiero, quando sostiene di voler evitare un nuovo anno come quello passato, ma non tutto è negativo nell’ottica di chi voglia rimettere insieme un sistema sanitario sufficientemente funzionante.
Infatti i casi di malasanità che hanno superato la soglia del silenzio hanno evidenziato la necessità di una dinamica organizzativa e gestionale del tutto dimenticata. Qualità ed appropriatezza nelle scelte fanno parte del corredo base di ogni assessore alla salute italiano, ma tale atteggiamento si è scontrato nella nostra regione con una filiera che passando dai propositi alle proposte operative è esitata in azioni del tutto incomprensibili, mentre i cittadini sfiduciati si rivolgono frequentemente a cure fuori regione.
Il puzzle che tenta di risolvere il presidente Loiero è fatto di criticità ben note. Occorre rimettere in discussione l’operato delle aziende sanitarie in termini organizzativi, gestionali, professionali riducendo il carrierismo burocratico che assorbe risorse che le altre regioni danno alla Calabria con sempre meno accondiscendenza, e nel contempo valorizzare le categorie che lavorano con il paziente 24 ore al giorno e ne affrontano personalmente i problemi relazionali, psicologici, oltre che sanitari. E’ poi necessario riformare i percorsi di cura dando risposta alle fragilità sia negli ospedali che sul territorio, quest’ultimo strategico per una gestione integrata e reale del paziente. La trasparenza nelle assunzioni e mobilità aziendali deve essere garantita e non discutibile, per migliorare la qualità a valle che si manifesterà prima o poi.
Questa associazione da anni ha portato ,nella indifferenza dei più, sui tavoli di aziende sanitarie ed assessorato proposte concrete , risolutive , idee, progetti, ma forse non era maturata una coscienza specifica, forse altri problemi erano prioritari. Ma ora la questione è ai primi posti dell’agenda nazionale. Lo dimostra il fuoco di fila che il Presidente ha dovuto subire (per colpe principalmente storiche) nella audizione della commissione di inchiesta, in cui alcuni componenti pur riconoscendo qualche nicchia di eccellenza ,sono rimasti “agghiacciati” dalla situazione sanitaria calabrese.
L’augurio è che si riesca a smuovere un sistema resistente ai decenni ed ad ogni cambiamento di giunta e di schieramento, e questa associazione è pronta a fornire dei contributi per la risoluzione di alcuni dei problemi sanitari esistenti. Il lavoro è complicato ma di grande profilo. La speranza è che si possa guardare tra qualche tempo con altri occhi, più fiduciosi e benevoli al sistema sanitario della nostra regione.
























