Google
 
Home Chi Siamo Prodotti Pubblicità Collabora con Noi Contattaci
Dal Mondo

Home
Editoriale
Politica
Dal Mondo
Dagli USA
Dall'Italia
Spettacolo
Sport
Cultura
Comunita'
Italiani nel Mondo
Speciale Medicina
Video
Lettere al Direttore
Archivio
Forum
Links

 

 Cina   

                                 L'epicentro a 95 chilometri a nord ovest da Chengdu

Terremoto in Cina, è strage: 8.500 morti nel Sichuan

Ma si teme per la vita di altre migliaia di persone. Ancora non si hanno infatti notizie circa le vittime registrate in alcune delle aree colpite. Il sisma, di 7,8 gradi della scala Richter, è stato avvertito anche a Pechino, Shanghai, Hong Kong e perfino Bangkok. Intatta la grande diga delle Tre Gole. Guarda il video  

Pechino, 12 mag. - (Adnkronos/Ign) - Continua ad aggravarsi di ora in ora il bilancio del fortissimo sisma che ha colpito la regione sudoccidentale cinese del Sichuan: al momento si parla di oltre 8.500 morti accertati, ma si teme per la vita di altre migliaia di persone. Ancora non si hanno infatti notizie circa le vittime registrate in alcune delle aree colpite, tra cui la contea di Wenchuan, situata nell'epicentro del sisma e che conta una popolazione di circa 112mila abitanti.

La scossa di magnitudo 7,8 gradi della scala Richter ha colpito alle 2.28 del pomeriggio ora locale. L'epicentro è stato individuato a dieci chilometri di profondità, in un'area 95 chilometri a nord ovest da Chengdu, capitale della provincia sud occidentale del Sichuan. La scossa è stata avvertita fino a Bangkok e a Pechino e ha isolato centinaia di migliaia di abitanti della provincia del Sichuan.

L'esercito ha inviato migliaia di soldati, elicotteri e squadre di soccorso che dovranno far fronte anche al problema delle decine di migliaia di persone rimaste senzatetto. Il premier cinese Wen Jiabao ha intanto raggiunto Dujiangyan, una città situata a nordovest della capitale provinciale Chengdu, e ha iniziato la supervisione delle operazioni di soccorso. La città si trova a meno di cento chilometri dall'epicentro del sisma.

Secondo fonti delle squadre di soccorso della provincia sudoccidentale di Sichuan, circa l'80% degli edifici nella contea di Beichuan sono crollati .

Nella città di Dujiangyan City, a 100 chilometri dall'epicentro del sisma, 900 studenti sono rimasti sepolti nel crollo della scuola superiore Juyuan.

A Shanghai e a Hong Kong - 1360 chilometri di distanza da Chengdu - hanno tremato le cime dei grattacieli e molti grandi uffici sono stati evacuati.

Un altro terremoto, di magnitudo 3,9, è stato registrato nel sobborgo di Tongzhou a Pechino alle 14.35 (ora locale), mentre alle 10.43 (ora locale) vi è stata una scossa sottomarina di magnitudo 5,1 a largo di Taiwan. I sismologi ritengono che si tratti di fenomeni separati dal terremoto del Sichuan.

 

 Al Qaeda
                     Presenti anche le foto degli abusi nel carcere di Abu Ghraib

Da al Qaeda vignetta contro il Papa e video anti-Usa

La risposta dell'organizzazione terroristica al cortometraggio anti-Islam olandese 'Fitna'. In un documentario dal titolo 'Massacri' attacca americani e israeliani per quanto fatto negli ultimi 40 anni dai loro eserciti. Il Pontefice mostrato con il simbolo nazista accanto al presidente Bush

Dubai, 25 apr. - (Aki) - E' con un documentario anti-americano dal titolo 'Massacri' e una vignetta contro il Papa Benedetto XVI che al-Qaeda ha deciso di rispondere attraverso i media al cortometraggio anti-Islam del parlamentare olandese Geert Wilders, dal titolo 'Fitna'. Il tutto è contenuto in uno dei forum islamici più frequentati dai seguaci di al-Qaeda, che ha aperto oggi una nuova pagina dal titolo: "Risposta al film chiamato 'Fitna' realizzato dal crociato odioso Wilders". Accanto al link, attraverso il quale è possibile scaricare il documentario di al-Qaeda 'anti-Fitna', appaiono alcune vignette e foto.

La prima mostra una stella di Davide al centro della quale è disegnata una croce e una colomba bianca con una didascalia in rosso che dice: "I cristiani e gli ebrei, sono loro i terroristi e la loro presenza lo testimonia". Poi vengono mostrate due foto di repertorio, una del Vietnam e l'altra della Palestina, dove appaiono diversi cadaveri sul terreno, ed una terza immagine che riguarda gli abusi commessi da alcuni soldati americani nel carcere iracheno di Abu Ghraib. Il sito commenta: "Chiedete del Vietnam, chiedete della Palestina, chiedete dell'Iraq".

Infine nella stessa pagina appare una foto del Papa con il volto coperto dalla sua mantella sollevata da un colpo di vento. Si tratta di un'immagine usata con l'intenzione di schernire la sua figura.

Subito dopo è stata inserita una vignetta dove il Pontefice viene mostrato con il simbolo nazista accanco al presidente americano George W. Bush, sopra a una serie di spade e scudi crociati che infilzano bandiere su cui sono scritti i nomi di Palestina, Afghanistan, Iraq e Libano. Sullo sfondo della vignetta sono presenti numerosi teschi e del sangue. Su entrambe le immagini ci sono didascalie molto eloquenti: "I veri nemici dell'Islam sono il Papa crociato, che Allah lo maledica, e il capo della campagna crociata Bush".

Il video, invece, attacca in particolare gli Stati Uniti e Israele ed è stato montato come se fosse una sorta di documentario storico su quanto fatto negli ultimi 40 anni dagli eserciti di questi due paesi. Della durata di 10 minuti, si apre con le immagini di un plotone di soldati americani e con l'immagine di una croce al fianco della quale è presente una scritta che dice 'Jesus camp' seguita da quella della stella di Davide e da immagini degli scontri tra israeliani e palestinesi. In sottofondo, una voce dice in arabo "Israele ci vuole distruggere", mentre poco dopo vengono mostrate altre immagini di soldati americani con in sottofondo la voce di Bush che parla della lotta al terrorismo.

Non mancano poi le storiche immagini dei bombardamenti al Napalm effettuati dall'esercito Usa nel Vietnam, inframmezzate da fotogrammi di video realizzati dalla cellula irachena di al-Qaeda che mostrano neonati morti. La tesi sostenuta da questo documentario jihadista è che le guerre condotte dagli Stati Unti e da Israele in Medio Oriente rientrino in un piano di 'crociata anti-islamica'. SI tratta di 10 minuti pieni di fotogrammi che mostrano violenze contro i musulmani, tratti in particolare dalla cronaca palestinese e irachena.

Il documentario si conclude con una sequenza di citazioni dei più importanti filosofi e pensatori occidentali del passato, buona parte dei quali fortemente critici nei confronti della figura di Maometto. Questo video rientra nell'attività del Jihad mediatico condotta dai membri dei forum islamici in Internet e ha come obiettivo quello di istigare i frequentatori di questi siti all'odio nei confronti dell'Occidente in genere e degli Stati Uniti e Israele in particolare. Il Pontefice viene presentato come leader spirituale di quella che chiamano "alleanza crociato sionista".

Il video è stato scaricato finora da più di 300 persone, anche se sono circa una trentina quelle che hanno apertamente lodato questa iniziativa lasciando un messaggio sui forum jiahdisti. L'unica critica avanzata al documentario dai seguaci di al-Qaeda più ortodossi e vicini alla dottrina salafita riguarda la presenza in alcune parti del filmato di un sottofondo musicale. Il suo ascolto sarebbe infatti proibito dalla sharia secondo questa corrente dottrinale fondamentalista islamica.

 

Spagna  

                                                 Il giuramento nelle mani di re Juan Carlos  

Il premier spagnolo ha iniziato ufficialmente il suo secondo mandato: 9 ministri donna contro 8 maschi. La Difesa alla 37enne Carmen Chacon, al quinto mese di gravidanza. Per la prima volta un ministro dell'Uguaglianza, la 31enne Bibiana Aldo

Madrid, 12 apr. (Adnkronos/Ign) - Ha prestato giuramento nelle mani del re Juan carlos José Luis Rodriguez Zapatero, che ha iniziato oggi il suo secondo mandato alla guida del governo spagnolo. Alla breve cerimonia nel Palazzo della Zarzuela di Madrid hanno assistito la regina Sofia e i presidenti della Camera Jose Bono e del Senato Javier Rojo. Al termine della cerimonia Zapatero si è riunito con il re per comunicargli ufficialmente la composizione del nuovo governo.

Un esecutivo composto da 9 ministri donna e da 8 uomini. "E il primo governo nella storia con più donne che uomini", ha affermato con orgoglio Zapatero, come riporta il quotidiano on line 'El Mundo'.

La principale novità del nuovo esecutivo è la nomina per la prima volta in Spagna di una donna a ministro della Difesa: la catalana Carmen Chacon, classe 1971, al quinto mese di gravidanza. Nel governo uscente Chacon era ministro della Casa. Ci sarà anche per la prima volta un ministro dell'Uguaglianza, la 31enne Bibiana Aìdo.

Oltre alla Aìdo, sono quattro i nuovi ministri del governo Zapatero: la basca Cristina Garmendia al nuovo ministero della Innovazione; Beatriz Corredor alla Casa; Miguel Sebastian all'Industria. E non viene rinnovato l'incarico di un fedelissimo di Zapatero, il ministro uscente del Lavoro Jesus Caldera, per il quale il premier avrebbe un'altra missione e che viene sostituito da Celestino Corbacho. 

 

Tibet
             Tra i timori il rischio dell'estensione della protesta nello Zinjiang

 

Tibet, Pechino: 19 morti e 382 feriti in scontri Lhasa

Secondo l'agenzia di stampa ufficiale cinese Xinhua, tra le vittime ci sarebbe anche una bimba di meno di un anno arsa viva domenica scorsa durante la rivolta. Fonti dei tibetani in esilio continuano invece a denunciare almeno cento morti. Pelosi incontra il Dalai Lama: ''Inchiesta indipendente''. Ma la Cina replica: ''Nessuno interferisca''

Pechino, 22 mar. (Adnkronos) - La Cina ha reso noto un nuovo bilancio ufficiale delle vittime degli scontri a Lhasa della scorsa settimana, precisando attraverso l'agenzia di stampa ufficiale Xinhua, che 19 persone sono morte (arse vive o massacrate) e 382 ferite, 58 delle quali in modo grave. Un totale di 908 negozi sono stati dati alle fiamme solo nella capitale tibetana, insieme a 84 automobili, sette scuole e 120 abitazioni, con danni alle proprietà per 245 milioni di yuan, l'equivalente di 35 milioni di dollari, precisa la fonte ufficiale cinese. Fonti dei tibetani in esilio continuano invece a denunciare almeno cento morti nelle proteste dei giorni scorsi.

I quotidiani ufficiali cinesi denunciano inoltre la minaccia dell'estensione della rivolta nella regione nordoccidentale dello Xinjiang. ''Di qualsiasi indipendenza si tratti, del Tibet, dello Xinjiang, o di Taiwan, l'obiettivo degli agitatori è sempre lo stesso, quello di creare caos e di dividere la madrepatria'', si legge su un editoriale pubblicato sul sito ufficiale della provincia dello Xinjiang.

Cinque delle vittime, fra cui una bimba di meno di un anno, sono state arse vive domenica scorsa dai rivoltosi in un garage per moto, secondo quanto denuncia con grande enfasi l'agenzia di stampa ufficiale cinese Xinhua, citando l'Ufficio regionale per la sicurezza pubblica del Tibet. La polizia ha ritrovato i corpi di una coppia originaria della provincia cinese dell'Henan, due impiegati, e la bambina di meno di un anno, in un garage del quartiere di Dagze, a Lhasa, alle 12.14 di giovedì, si precisa. E la morte dei cinque è stata stabilita alle dieci di sera di domenica. La saracinesca del negozio era stata violata dai rivoltosi.

Intanto, la scrittrice tibetana Tsering Woeser e il marito, anche lui scrittore, Wang Lixiong, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari a Pechino sin dall'inizio della rivolta nelle strade di Lhasa. ''Dobbiamo chiedere l'autorizzazione per qualsiasi spostamento desideriamo fare. Solo dopo aver ricevuto il permesso, possiamo spostarci, ma comunque sorvegliati'', ha denunciato Wang all'emittente radiofonica sponsorizzata dagli Stati Uniti Radio Free Asia.

Tsering Woeser, che ha preferito non rilasciare alcuna dichiarazione per il timore di ripercussioni, ha 40 anni. Ha firmato dieci libri, due dei quali dedicati alla rivoluzione culturale cinese. La maggior parte delle sue opere sono censurate in Cina. Il suo blog è stato chiuso dalle autorità di Pechino lo scorso anno, dopo la pubblicazione della foto del Dalai Lama.

 

 

Iraq

Stando alle stime del sito icasualties.org

Iraq, 4mila soldati Usa uccisi dal 2003

Nel weekend altre 7 vittime tra le forze americane fanno salire il tragico bilancio a cinque anni dall'invasione americana

bilancio delle vittime tra le forze Usa a 4000 dall'inizio della guerra, giusto 5 anni fa.

Una nota dell'esercito statunitense comunica che 4 soldati sono morti nell'esplosione di una bomba durante un pattugliamento a sud di Baghdad, dopo che 3 militari avevano perso la vita sabato in una circostanza simile nel nordovest della capitale.

Gli attacchi del weekend hanno così portato il totale delle vittime statunitensi a 4000, dal 20 marzo 2003, stando alle stime del sito icasualties.org.

 

Copyright © 2001-2007 - Franco Corrado Productions, Ltd.